MISTERI DEL MONDO - Piramidi

di Tuccio Rapisarda - tratto da Un Mondo di ... Illusioni Ottiche
(Si ringrazia l'autore per aver concesso l'autorizzazione alla pubblicazione)
Da sempre hanno affascinato gli
studiosi, i visitatori, gli archeologi.
Quali sono, come sono state costruite e che poteri hanno?
La storia
Le piramidi di Egitto hanno da sempre affascinato i viaggiatori e i conquistatori nei tempi antichi e continuano a suscitare meraviglia nei turisti, matematici, e archeologi che le visitano, le esplorano, le misurano e le descrivono.
Le tombe dei primi re egiziani erano dei tumuli modellati a forma di panca e chiamati mastabe.

MASTABA
La mastaba era la tomba per i nobili e i dignitari,
costruita a somiglianza della casa che il defunto aveva abitato quand'era in
vita. La necropoli di Sakkara conserva un considerevole numero di mastabe,
alcune delle quali sono fra le più celebri per la bellezza e la grazia della
loro decorazione.
Si ricorda la mastaba di Nebet, del visir Unefert, della principessa Idut, di
Kagemmi, di Ptah-Hotep e di Mereruka. La più bella di tutto il complesso
funerario è però, forse, la mastaba di Ti. I bassorilievi di questa mastaba ,
per l'alta espressione artistica raggiunta e per l'equilibrio della
composizione, sono stati considerati fra gli esempi più belli dell'Antico
Egitto.

PIRAMIDE "A GRADONI" - SAKKARA
Intorno al 2780 a.C., l'architetto del Re Zoser,
Imhotep, costruì la prima piramide collocando sei mastabe, una sopra
l'altra, dalla più grande alla più piccola, creando una sorta di catasta o
"Piramide a Gradoni".
Questa Piramide può essere ammirata sulla riva del Fiume Nilo a Sakkara, vicino
a Memphis.
Come le altre piramidi, contiene varie stanze e passaggi, compresa la camera di
sepoltura del re.
La transizione dalla Piramide a Gradoni a quella con le pareti lisce ebbe luogo, però, durante il regno del Re Snefru, il fondatore della Quarta Dinastia (2680-2560 d.C.). A Meidum, infatti,era stata costruita una piramide inizialmente a gradoni, che fu ricoperta poi con la pietra, e rivestita da lastre di calcare.

PIRAMIDE DI MEIDUM - ASPETTO "A TORRIONE"
Era la Piramide di Huni (III dinastia), anch'essa concepita come "piramide a
gradoni” (prima 7, poi 8).
Fu durante il regno di Snefru che venne trasformata in piramide “geometrica”, a
facce lisce.
La piramide di Meidum, col tempo, subì il crollo dei muri esterni più recenti,
che aderivano ai lisci blocchi del rivestimento a gradoni più antico. Per questi
motivi oggi presenta l’aspetto bizzarro “a torrione”, ed è chiamata in arabo
“Haram el-Kadab”, la “falsa piramide”.
Vicino a Dahshur, invece, la costruzione fu iniziata su una piramide progettata per avere i lati lisci.

PIRAMIDE ROMBOIDALE - DAHSHUR
Circa a metà altezza, però, l'angolo di inclinazione fu modificato da più di 51
gradi a quasi 43 gradi.
I lati in quel punto, perciò si elevano con un angolo minore e creano uno
spigolo e per questo essa viene chiamata "Piramide Romboidale". Il cambiamento
nell'angolo è stato probabilmente fatto durante la costruzione per dare più
stabilità all'edificio.
Un'altra grande piramide fu costruita a Dahshur durante il regno di Snefru, con i lati che si elevavano con un angolo di un poco più di 43 gradi, col risultato di una vera piramide, ma rannicchiata, e chiamata "Piramide Rossa" per il colore del calcare su cui fu costruita.

PIRAMIDE ROSSA - DAHSHUR
Nelle due piramidi di Snefru vediamo comparire tutte le invenzioni del complesso
funerario classico della IV dinastia: la struttura generale con piramide,
piramide satellite, muro di cinta, tempio della piramide, via cerimoniale e
tempio a valle.

VALLE DEI TEMPLI
La più grande e più famosa di tutte le piramidi, però, è la Grande Piramide a Giza, che fu costruita dal figlio di Snefru, Khufu, conosciuto meglio con nome greco Cheope. Fu costruita tra il 2700 e il 2600 a.C., durante la IV dinastia.

GRANDE PIRAMIDE DI CHEOPE
Le sue misure sono imponenti: il lato di base
misura 230 metri; l'altezza è di 150 metri.
È composta da due milioni e trecentomila blocchi di granito, che pesano circa
due tonnellate e mezzo l'uno; il suo peso totale è di cinque milioni e
settecentocinquantamila tonnellate.
All'interno è quasi completamente piena, ma stretti passaggi collegati con
l'esterno da prese d'aria conducono a camere sotterranee.
Due altre grandi piramidi sono stato costruite a Giza, la prima per il figlio
del Khufu, Khafre (Chephren),

PIRAMIDE DI CHEPHREN
l'altra per un successore di Khafre, Menkaure (Micerino).

PIRAMIDE DI MICERINO
Sempre a Giza è presente la famosa Sfinge, una statua massiccia di un leone con una testa umana, scolpita durante il tempo di Khafre.

LA SFINGE
Le piramidi non erano sole ma facevano parte di
un gruppo di costruzioni che includevano templi, cappelle, altre tombe, e muri
massicci.
Sono anche state ritrovate resti di barche funerarie, di cui quelli conservati
meglio stanno a Giza.
Nei muri delle piramidi della Quinta e Sesta Dinastia sono stati trovate delle
iscrizioni conosciute come i "Testi delle Piramidi", una fonte importante di
informazioni della religione egiziana.
La carenza, comunque, di resoconti dell'epoca rende difficile la comprensione
degli usi di tutte le costruzioni nel complesso delle piramidi o le reali
procedure di sepoltura.
Si è pensato che il corpo del re veniva portato via mare sul Nilo fino al luogo
della piramide e probabilmente mummificato nel Tempio a Valle prima di essere
collocato nella piramide per la sepoltura.
La costruzione
Pur con tutte le moderne tecnologie che abbiamo a disposizione, opere come la piramide di Cheope potrebbero essere realizzate oggi solo con immense difficoltà, o addirittura, come asseriscono alcuni ingegneri, non potrebbero più venire realizzate. Come se la cavarono allora gli architetti del Faraone?

RAMPA SPIRALE
Per molti studiosi sarebbe assolutamente impossibile che gli egizi abbiano
compiuto una simile opera. Alcuni hanno ipotizzato quindi l'esistenza di una
civiltà superiore, poi estintasi, identificata talvolta con la leggendaria
civiltà di Atlantide. Altri ancora hanno
tirato in ballo i soliti alieni che sarebbero, a loro dire, i veri costruttori
delle piramidi.
In realtà, come già osservato a proposito delle statue dell'isola
di Pasqua, anche una civiltà dotata di mezzi tecnici rudimentali poteva
tranquillamente realizzare opere simili utilizzando l'ingegno.

ARGANI
Studiosi come Kurt Mendelssohn hanno elaborato interessanti teorie che
coinvolgono rulli, carrucole, barconi, piani inclinati, e un numero enorme di
operai (non schiavi, fa rilevare Mendelssohn, ma gruppi di lavoratori
momentaneamente disoccupati che giungevano da ogni parte dell'Egitto durante le
stagionali inondazioni). Vi sono prove concrete, infatti, a sostegno
dell'ipotesi secondo la quale gli egizi sarebbero stati capaci di tagliare la
roccia utilizzando cunei di legno che venivano successivamente bagnati. La
dilatazione subita riusciva a spaccare la roccia lungo le linee volute.
Per quanto riguarda il trasporto, è presumibile che gli egizi utilizzassero
slitte di legno trainate da molti uomini. Esiste addirittura un dipinto tombale
della XII dinastia che raffigura la tecnica con la quale veniva trasportata
un'enorme statua di oltre 60 tonnellate. Nel dipinto si vede chiaramente
l'enorme slitta di legno, trainata da 172 uomini, e due individui che versano
latte sotto le slitte per lubrificarne lo scorrimento. Il sollevamento dei massi
poteva infine essere realizzato utilizzando rampe ascendenti.

RAMPA ASCENDENTE
In una delle prime piramidi realizzate in Egitto
e rimasta incompleta, quella di Saqqara, sono state ritrovate proprio rampe
evidentemente costruite a tale scopo. Sta comunque di fatto che, quando si vede
il risultato ottenuto, queste spiegazioni razionali non riescono a convincere
completamente.
Ecco dunque perché la Grande Piramide è diventata il simbolo del mistero, ed
ecco perché, nel corso dei secoli, è stata associata a molti culti e
interpretata, di volta in volta, come un tempio magico, un osservatorio
astronomico o il modello dell'Arca di Noè.
Il mistero delle misure
La vera e propria mania per le piramidi esplose
nel 1830.
Un certo John Taylor, che non le aveva mai visitate ma che si basava su alcune
misurazioni effettuate dal colonnello Howard Vyse, pubblicò un volume dal titolo
"The Great Pyramid: Why Was It Built and Who Built It?" ( La Grande Piramide:
chi l'ha costruita e perché? ).
Esaminando le sue misure Taylor credette di trovare una straordinaria serie di
coincidenze matematiche tra il peso, il perimetro e l'altezza della piramide e
(in proporzione) il peso della Terra, la sua distanza dal Sole e la lunghezza
dell'anno solare!
I quattro lati del monumento, infatti, sono orientati verso i punti cardinali con un’approssimazione inferiore ad un decimo di grado. La differenza fra il lato più lungo e quello più corto non supera i 20 centimetri. La pavimentazione che circonda la Grande Piramide è perfettamente piana, considerando che l’oscillazione massima nei punti più alto e più basso è di 2,5 cm. Tale perfezione di calcolo fu probabilmente raggiunta attraverso l’utilizzo di semplici aste di misurazione e corde, allineate osservando il sole e le stelle, e forse anche con l’uso di livelle ad acqua per le linee orizzontali. Ad ogni modo come sia stato possibile con strumenti così elementari raggiungere un perfezione metrica, forse impensabile anche ai giorni nostri considerata soprattutto la mole della struttura, resta un mistero.
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PIRAMIDE DI CHEOPE |
I risultati di tutte le altre misurazioni hanno
portato, inoltre, alla convinzione che la Grande Piramide, in realtà, sia stata
progettata come un gigantesco schema del tempo, in attesa di essere interpretato
dalla civiltà future. Ad esempio dividendo il perimetro
della struttura per il doppio della sua altezza si ottiene 3,1416 ovvero
l’attuale valore di Pi Greco. La somma dei lati di base della piramide
indica il numero dei giorni di un anno, ossia 365,240 pollici egiziani antichi.
L’altezza moltiplicata per dieci milioni dà come risultato
la distanza approssimata tra il sole e la terra. Raddoppiando la
lunghezza dei quattro lati della piramide otteniamo quasi esattamente la misura
equivalente un sessantesimo di grado alla latitudine dell’equatore (in metri la
cifra corrisponde a 1842,92 mentre la cifra attuale è di 1842,78). Se si sceglie
un raggio pari alla sua altezza e si traccia in base a questo una circonferenza,
l’area del cerchio così ottenuto è uguale all’area del quadrato di base.
L’inclinazione dell’asse di rotazione della terra nello
spazio varia tutti i giorni e non raggiunge la posizione originale se non una
volta ogni 25827 anni. Questa cifra, quasi esatta (25826,26), risulta tra le
misure della piramide sommando le diagonali della base.

PIRAMIDI DI GIZA
Altri autori, come Charles Piazzi Smith e Robert Menzies, affermano addirittura di aver letto nei rapporti tra le lunghezze dei corridoi della piramide alcune date fatidiche della storia del mondo. Da qui il passaggio ad altre ipotesi fantasiose è quasi immediato. Per alcuni le piramidi furono costruite dagli abitanti di Atlantide molti millenni prima della loro "data di nascita" ufficiale; si trattava di segnali studiati per resistere nei millenni e comunicare messaggi alle generazioni future; altri pensano che le piramidi siano state costruite dagli extraterrestri, o per lo meno facendo uso di apparecchiature extraterrestri; altri ancora ritengono che i popoli antichi possedessero il potere di rendere leggera la pietra grazie a poteri ESP.
Le presunte proprietà
Come conseguenza della enorme diffusione di informazioni pseudoscientifiche di stampo New Age sono oggi molte le persone convinte che all'interno delle piramidi, dai grandi monumenti di Giza ai modellini da tavolo disponibili in commercio, avvengano fenomeni misteriosi in quanto le stesse funzionerebbero come "condensatori energetici".

Il primo indizio sull'energia generata dalla
Grande Piramide si ebbe negli anni '30 quando un francese André Bovis, notò che
i cadaveri di alcuni animali trovati all'interno sembravano mummificati: cioè
non erano putrefatti e non puzzavano. Tornato in Francia fece degli esperimenti
con dei modelli in scala e raccolse delle prove che qualcosa avente a che fare
con la forma provocava la mummificazione di materia organica morta.
Durante gli anni '40, un rabdomante di nome Verne Cameron, scoprì un campo
d'energia intorno ad essa e fiotti di energia fuoriuscenti dai vertici; scoprì
inoltre che se collegava i vertici di alcune piramidi con filo o spago, in serie
o in parallelo come batterie, l'effetto era amplificato. Negli anni '50 il
cecoslovacco Karl Drbal scoprì che la stessa forma sortiva l'effetto di affilare
le lamette da rasoio e poteva anche ridurre o eliminare il mal di capo.
Gradualmente si notò che quale fosse l'energia che causava questi fenomeni, essa
sembrava concentrata o focalizzata in un punto a circa un terzo della distanza
tra la base e l'apice, nel centro della piramide, all'incirca nella stessa
posizione della Camera del Re nella piramide originale.

Tuttavia altri ricercatori non sono stati in grado di ripetere le esperienze di Bovis o Drbal ma i sostenitori dei poteri delle piramidi, pur ammettendo queste incoerenze, non ne sembrano preoccupati. Nel periodo 1970-1990 Rodriguez Alvizo Luis Alberto e il suo gruppo condussero una serie di esperimenti e conclusero che non erano le piramidi come tali a produrre gli effetti ma la forma geometrica delle stesse, per cui un semplice telaio con le misure appropriate poteva funzionare come il modello completo.