CIVILTà PERDUTE

 

 

 

Per la scienza attuale con "GONDWANA" si identifica l'enorme massa continentale posta in tempi lontanissimi nell'emisfero australe (sud); in epoca successiva questa si unì al corrispettivo blocco continentale - l'Eurasia - posto nell'emisfero boreale (nord) venendo così a formare la cosiddetta "PANGEA", il continente unico, circondato da un unico immenso oceano.

Nel corso delle ere geologiche successive la Pangea tornò a suddividersi in numerosi blocchi continentali che, secondo la tradizionale teoria della deriva dei continenti, presero ad allontanarsi gli uni dagli altri in un processo tuttora in corso.

Secondo un'altra ipotesi, gli stessi continenti in un incessante processo di disgregamento e aggregazione, proseguirono le loro metamorfosi ora inabissandosi e ora riemergendo dalle acque degli oceani, a loro volta naturalmente mutevoli, per arrivare all'attuale e certo non definitiva conformazione.

Questi "sconvolgimenti" e "metamorfosi" potrebbero aver causato la Scomparsa di Popoli e Civiltà, ormai ricordati nelle leggende del mondo. Tra questi: il popolo e la mitica città di Atlantide, il fantastico Regno di RA-MU, il popolo dei Dogon ... e tanti altri.

Questi popoli hanno lasciato tracce evidenti delle loro conoscenze e dei luoghi ove abitavano, ma molto della loro storia è tuttora oscuro.

 

Primi e Ultimi Dei (a cura di Roberto Antonio Capostagno)

NEWS DE AGOSTINI 

 

 

Pietra del Calendario, Città di Messico.

Le civiltà precolombiane, in particolare quelle dell'America latina, a più di cinque secoli dalla scoperta da parte degli europei continuano a esercitare uno straordinario fascino, tanto che gli itinerari turistici offerti dalle agenzie di viaggio si intrecciano sulle orme delle maestose vestigia di un superbo passato: Incas, Maya, Aztechi, insediamenti preincaici sono oggetto di un mai sopito interesse, che sembra discendere direttamente dall'epopea della conquista spagnola del XVI secolo.

Tiahuanaco è forse la città più famosa, e per molti aspetti certamente una delle più interessanti, fra gli antichi insediamenti dell'America meridionale.

 

    Civiltà Extraterrestri o Continenti inabissati in età antidiluviane

 

Le rovine delle sue poderose costruzioni megalitiche sorgono, in un contesto suggestivo di straordinaria maestosità, nei pressi del lago Titicaca, le cui acque purissime, limpide come cristallo, riflettono le più alte cime, perennemente innevate, della Cordigliera andina, come l'Illimani, il Mururata, l'Huayana Potosi e la lunga catena del Condoriri fino al gruppo dell'Ancohuma.
Uno dei più noti cronisti della conquista, lo spagnolo Gracilaso de la Vega, ci ha lasciato memoria di un'etimologia suggestiva che vorrebbe il termine Tiahuanaco composto da tia, parola quechua che indica l'imperativo del verbo "sedere", e da huanaco, o guanaco, termine col quale viene indicato un veloce camelide selvatico delle vette andine. Tiahuanaco significherebbe, quindi, qualcosa come: "siedi guanaco!" espressione con la quale l'imperatore Inca Mayta Capac avrebbe apostrofato un corriere giunto da Cuzco con un messaggio, per sottolinearne la straordinaria rapidità.
Le rovine di Tiahuanaco - che si estendono su di una superfice di quattrocentocinquantamila metri quadrati - si articolano in tre gruppi, oggi noti come coi nomi indi di Acapana, Kalasasaya e Tunca-puncu ("le dieci porte").

A Kalasasaya si trova il monumento più famoso di Tiahuanaco, la porta del sole, ricavata da un unico blocco di andesite, il cui lato orientale è coperto da un bassorilievo raffigurante il dio Sole ed è evocativo di ermetici significati cosmici, la cui interpretazione per noi sarà, probabilmente, per sempre oscura.
Le rovine di questa antichissima civiltà preincaica suggeriscono molti interrogativi sulla sua misteriosa origine e quale genesi abbiano avuto le straordinarie civiltà che animarono il Sud America in età precolombiana è a tutt'oggi questione controversa.
Accanto alle teorie più o meno scientificamente supportate da riscontri concreti, non sono mancate le ipotesi più "ardite", quando non manifestamente fantasiose, come visite di civiltà extraterrestri o continenti inabissati in età antidiluviane.

Veduta del lago Titicaca nel territorio boliviano.

 

Rovine del recinto del Kalasasaya a Tiahuanaco.

 

    Luoghi nei quali sembra intuirsi la presenza di un Perenne ed Insondabile Mistero

 

Effettivamente, però, rimangono numerosi gli interrogativi a tutt'oggi insoluti: come si spiegano ad esempio certe concordanze nei miti e nei culti diffusi di qua e di là degli oceani, certi innegabili parallelismi davvero sorprendenti, ad esempio con la civiltà egizia, con l'astronomia come elemento comune che permea le tradizioni religiose delle civiltà diffusesi nei due diversi continenti?

Può davvero ritenersi sufficiente la spiegazione che l'intelletto umano giungerebbe invariabilmente alle stesse raffigurazioni del mondo e dell'universo, anche nel caso di popoli fondamentalmente diversi, e totalmente isolati fra loro, oppure occorre prendere seriamente in considerazione l'ipotesi che fra genti diverse e distanti si sia stabilita una qualche forma di contatto, o verificatasi qualche sorta di ancestrale comune esperienza, magari non ancora disvelate con i metodi della scienza classica?

I tentativi di spiegazione hanno anche seguito le più bizzarre vie dell'ardimento e dell'avventura: negli anni cinquanta il norvegese ThorHeyerdahl, sull'ormai quasi leggendaria "Kon-Tiki", zattera costruita col papiro,attraversò l'Oceano Pacificocon l'intento di dimostrare che elementi della civiltà Tiahuanaco si erano spinti dal Perú fino all'isola di Pasqua e ad altre isole della Polinesia, indicando, come prova, una supposta somiglianza tra le sculture di pietra di Tiahuanaco e i busti giganteschi dell'isola sperduta nel Pacifico.

 

Le rovine della fortezza di Sacsayhuamàn a Cuzco (Perú).

 

Monoliti sul vulcano Rano Raraku nell'Isola di Pasqua.

Tiahuanaco: scultura raffigurante il volto di Quetzalcoatl.

 

La Sfinge nella mitologia egizia è simbolo del Sole.

Comunque sia, pare innegabile che esistano luoghi della Terra i quali - magari lontanissimi fra loro - appaiono come residue testimonianze di un comune passato, di un'unica storia: da Tiahuanaco in Bolivia, a Giza, "la porta dell'aldilà" per gli Egizi, da Machu Picchu, la città sacra degli Inca, a Angkor Wat in Cambogia, dalla piramide a nove gradini di Quetzalcoatl-Kukulkan, dadicata al dio serpente piumato del Messico, a Stonehenge in inghilterra.
Siti nei quali inquietanti vestigia di civiltà scomparse, scampate all'oblio d'un tempo antichissimo, paiono miracolosamente capaci di indurre con misteriose suggestioni alla contemplazione del firmamento e alle riflessioni sul cosmo.

Luoghi nei quali sembra intuirsi la presenza di un perenne ed insondabile mistero, che però, forse, non è rappresentato da astronavi aliene e altre amenità, tanto possibili quanto improbabili, bensì da un ardito tentativo di confronto, dell'uomo agli inizi della sua storia, coi grandi misteri della vita, della coscienza e della morte.

Molti luoghi misteriosi dell'antichità, coi loro paradossi archeologici, non sarebbero altro, allora, se non i multiformi simboli di un unico grande mistero escatologico, il residuo materiale d'un anelito religioso comune all'umanità, all'alba della storia.
Tiahuanaco, la cui civiltà ha sicuramente avuto una vasta diffusione non solo sull'altopiano ma anche fra le primissime popolazioni della fascia costiera, può allora sicuramente essere interpretato come uno dei più antichi, grandiosi e suggestivi centri religiosi situati in America latina.

Il complesso megalitico di Stonehenge in Gran Bretagna.

 

 

GLI "OOPART" PIU' FAMOSI

 

 

"ALTRE" TERRE ATLANTIDE ATLANTIDE - LA FINE CIVILTA' PERDUTE CORAL CASTLE GRAFFITI ISOLA DI PASQUA - 1 ISOLA DI PASQUA - 2 I TEMPLARI LINEE DI NAZCA MISTERO BERMUDA MONTE MUSINE' PIETRE DI ICA PIRAMIDI - 1 PIRAMIDI - 2 PIRAMIDI - 3 PIRAMIDI BOSNIA QUETZALCOATL STONEHENGE - 1 STONEHENGE - 2 TESCHIO CRISTALLO UFO & Co. VOYNICH YONAGUNI          CARNAC I DOGON LEMURIA MACHU PICCHU REGNO DI RA-MU I CELTI

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 25 SETTEMBRE 2003

 

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