ARTICOLI DAL WEB

 

 

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Il materiale verrà letto dalla Redazione e, se ritenuto interessante, pubblicato.

 

 

A l i e n i

Lungo millenni

di storia confusa

venite a trovarci ...

Vorreste narrarci

di mondi diversi,

di nuovo sentire,

di luce e di pace.

 

Vi chiamarono Dèi,

Profeti o Angeli

senza comprendere

l'urgente messaggio

d'un rapporto diverso

con tutto il Creato

e l'intero Universo...

 

Ma l'uomo animale,

intento al suo desco,

vi crede una favola;

continua a "bluffare"

fingendosi forte...

E la terra nasconde

il suo volto inquinato !

 

Francesco  Pillon

 

FRANCESCO PILLON

Risiede ad Oderzo con la moglie Sergia e le due figlie. Ha partecipato nel 2005 al concorso di Viareggio aggiudicandosi il premio "Sulle dune del Secco" con la lirica "Francesco". è stato premiato ad Empoli con il racconto breve "La finestre del cuore". Varie liriche sono apparse sul Dialogo. "Sensazioni" è la prima raccolta data alle stampe per l’editrice Cristallo, inserita nella collana "Piume d’Oro".

 

 

 

 

David Lombardi - Direttore del Centro Italiano Ricerche (C.I.R.)

Laureando in Scienze Ambientali e Ricercatore

 

David Lombardi e Adriano Forgione

 

Settori: Misteri archeologici,ufologia,templari,esoterismo,misteri della genetica

E-mail davidlombardi82@gmail.com

 

Gli articoli di DAVID LOMBARDI:

 

Crop Circles: origini e segreti di un fenomeno mondiale

 

 

Per anni si è cercata la vera spiegazione che sta dietro al fenomeno mondiale noto con il nome di Crop Circle o Cerchi nel grano: Ma tutt’oggi non si è ancora giunti, non solo a un soluzione conclusiva del mistero, ma le sue origini le quali potrebbero dare una svolta incredibile alla questione sono ancora avvolte nel mistero.

Un primo passo però è stato fatto e si deve a un manifesto inglese del 1678 sul quale viene riportata la più antica testimonianza del fenomeno in questione.

Il manifesto racconta di un ricco proprietario terriero che osò respingere la richiesta di aumento di ricompensa del bracciante che gli doveva mietere il campo. L'uomo imprecò per tutta risposta: "Che lo mieta il diavolo, allora!". "Accadde così che proprio quella notte il campo di avena iniziò a splendere come se fosse in fiamme, ma il mattino dopo si presentò mietuto alla perfezione".

"Non si sa se mietuto dal diavolo o da un altro demone: di certo non da un essere umano. Quando il padrone si avvicinò alle balle d'avena, non aveva più la forza né per sollevarli, né per portarle via"... (leggi l'articolo)

 

 

Elementi sull'autenticità dei Cerchi nel Grano: l'ipotesi biofisica

 

 

I Crop Circle (in italiano Cerchi nel Grano) sono uno dei tanti affascinanti misteri legati all’ambito ufologico e per la precisione tale mistero è stato collocato negli incontri ravvicinati del secondo tipo.

Uno dei punti cruciali del mistero dei Crop Circle non è solo stabilire come vengono fatti ma stabilire la loro autenticità ossia dimostrare se sono opera di esseri umani oppure di qualcos’altro. Quel qualcos’altro che noi chiamiamo Ufo e Alieni.

Dopo anni di documentazione mi sono imbattuto nel libro di uno dei più grandi esperti di cerchi di nome Michael Hesemann. Nel suo libro dal titolo “I Nuovi Cerchi Nel Grano – un fenomeno che continua” la mia attenzione è stata attratta dalla teoria biofisica del professor Levengood la quale ci fornisce gli elementi che dimostrano la possibile autenticità dei Cerchi nel Grano.

Tutto ebbe inizio nel 1989 quando il ricercatore Pat Delgado chiese al biofisico dottor William C. Levengood di studiare alcuni campioni di frumento e d’orzo prelevati da alcuni cerchi nel grano ... (leggi l'articolo)

 

 

 

Yuri Leveratto

E-mail info@yurileveratto.com

 

VAI A: LIBRI E VIAGGI DI YURI LEVERATTO


Lo scopo dei suoi viaggi è venire a contatto con culture autoctone, studiarne la loro cultura e il loro modo di vita. Appassionato di Storia, cerca di trovare nel passato degli spunti che gli facciano comprendere il presente e le relazioni tra gli esseri umani.

è nato a Genova, nel 1968. Per molti anni ha vissuto a Recco, paese della riviera ligure.
Ha conseguito la laurea in Economia nel 1995, e quindi ha iniziato a lavorare presso un’agenzia marittima di Genova.
In quel periodo è nato l'interesse per la letteratura e ha scritto il suo primo romanzo, "L’inverno dell’anima".
Successivamente ha vissuto a New York, dove ha lavorato come guida turistica, e poi, a partire dal 1999, si è imbarcato sulle navi da crociera della compagnia “Princess”, con funzioni amministrative. Intanto continuava a scrivere e ad appassionarsi alla lettura dei classici.
Il romanzo successivo, è stato "L’esilio dei dannati".
Ha lavorato come marittimo fino alla fine del 2002, quindi è stato assunto da un’altra compagnia di crociere, ma questa volta negli uffici di Genova, con mansioni di selezionatore.
La passione per la fantascienza lo ha portato a scrivere "La guerra alle multinazionali", e il suo proseguimento, “L’era degli autoreplicatori”.
La crisi finanziaria della compagnia dove lavorava e la conseguente perdita del lavoro, lo hanno spinto a iniziare l’attività di guida turistica.
Negli ultimi anni ha passato molto tempo in Colombia, il meraviglioso paese del Sud America, che gli ha trasmesso una grande gioia di vivere e serenità.
La sua opera successiva è stato un racconto auto ironico delle sue esperienze marittime. Il ricavato del libro, che si chiama "Siamo tutti ... marittimi!?", è stato versato alla fondazione pro infanzia “Casa Italia” di Cartagena de Indias.
Nel 2008 ha pubblicato in Italia "La ricerca dell’El Dorado". Il suo ultimo lavoro letterario è "1542 I primi navigatori dei Rio delle Amazzoni", un’opera storica e d’attualità: nel quaderno di viaggio analizza i problemi della selva amazzonica e dei popoli che vivono in questa area del pianeta, spesso dimenticata ma molto importante per il nostro futuro (Web: http://www.yurileveratto.com/it/index.php).

 

 

Gli articoli di YURI LEVERATTO:

 

L'enigma della Fortezza Megalitica di Ixiamas

 

 

Gli obiettivi della spedizione al Rio Alto Madidi sono stati molteplici. Innanzitutto l’individuazione, la documentazione fotografica e lo studio della fortezza di Ixiamas, un imponente struttura megalitica pre-incaica situata nella selva alta del dipartimento di La Paz. In un secondo tempo l’esplorazione vera e propria, con fini naturalistici, del Rio Alto Madidi, fiume situato in pieno Parco Nazionale Madidi, nella foresta pluviale tropicale dell’Amazzonia boliviana. Volevo rendermi conto di persona delle condizioni del Parco e degli animali che vi vivono.
Il terzo obiettivo della spedizione al Rio Alto Madidi è stato antropologico: volevo appurare l’esistenza dei mitici Toromonas
... (leggi l'articolo)

 

 

Spedizione nella cordigliera di Paucartambo: l'enigma delle rovine di Miraflores

 

 

La regione di Cusco (Perú), estesa circa 72.000 chilometri quadrati, è occupata in gran parte (più del 50%), da un particolare ecosistema chiamato “selva alta” (che a sua volta si divide in selva alta e bosco andino).
Durante l’impero degli Incas la selva alta ricopriva un ruolo molto importante, in quanto era la frontera tra il mondo andino e quello amazzonico. 
I popoli antecedenti agli Incas: Huari, Pukara,Lupaca costruirono durante secoli vari avamposti detti tambo in quechua (luoghi di riposo), ma anche cittadelle o fortezze ... (leggi l'articolo)

 

 

Il Viaggio spirituale del sensitivo George Hunt Williamson alla ricerca del Paititi

 

 

All'inizio del 1957 il medium e antropologo statunitense di origine serba George Hunt Williamson (1926-1986), si trovava a Lima, dove conobbe l’esoterico Daniel Ruzo (1900-1991), grande studioso di Marcahuasi, l’altipiano situato a 4000 m.s.l.d.m., indicato come il centro magnetico e gravitazionale del pianeta. Chi era in realtà G.H. Williamson? ... (leggi l'articolo)

 

 

La scoperta della tomba del Cacique Guanentà, capo supremo dei Guane

Intervista al ricercatore Alejandro Navas

 

 

Il popolo amerindio dei Guane ha vissuto nell’attuale dipartimento colombiano del Santander fino al secolo XVI. La loro zona d’influenza si limitava all’altopiano chiamato oggi “Mesa de los Santos” e al canyon del fiume Chicamocha, un affluente del Sogamoso, che a sua volta si getta nel Rio Magdalena. In seguito ad alcuni studi di linguisti si giunse alla conclusione che i Guane parlavano una lingua affine al chibcha e avevano pertanto un’origine meso-americana ... (leggi l'articolo)

 

 

Il Mistero dei Petroglifi di Quiaca

 

 

Dopo aver passato due giorni nel paese-miniera d’oro de La Rinconada, il centro abitato più alto del mondo con i suoi 5200 metri d’altezza, io e il mio amico archeologo Ricardo Conde Villavicencio abbiamo deciso di proseguire il nostro viaggio per iniziare l’esplorazione archeologica della valle di Quiaca (pronuncia: chiaca). Da alcune conoscenze comuni avevamo avuto alcuni indizi che nel distretto di Quiaca avremmo potuto trovare importanti resti di culture pre-incaiche sia della sierra che della selva, ovvero provenienti dall’Amazzonia ... (leggi l'articolo)

 

 

Spedizione alle Piramidi di Pantiacolla

 

 

A tutt’oggi, in pieno XXI secolo, esistono dei luoghi nella Terra, ancora inesplorati. In Sud America, gran parte della selva amazzonica a ridosso del confine tra Perù e Brasile è poco conosciuta. In particolare l’alto Purus, il Rio Iaco, l’alto Tambopata e il parco del Manu. Questi territori, che hanno risvegliato da sempre la mia curiosità, forse racchiudono il mistero di un antico popolo, che dominò il continente, in un’epoca remota. Uno di questi luoghi, avvolto dal mistero e quasi totalmente sconosciuto è la zona di foresta primaria dove si trovano le piramidi di Pantiacolla ... (leggi l'articolo)

 

 

I Misteri del Brasile Preistorico:

 

1- La Cultura Marajoara

 

 

In seguito agli ultimi ritrovamenti nei siti di Pedra Furada (Piauí, Brasile), Santa Elina (Mato Grosso, Brasile) e Monte Verde (Cile), si stima che la presenza umana in Sud America risalga a circa 60 millenni prima di Cristo. Si suppone però che questi gruppi di umani, giunti probabilmente dall’Africa, avessero una consistenza numerica molto bassa. A partire da dodicimila anni fa però, la presenza dell’uomo in Sud America aumentò considerevolmente. Risalgono infatti a quel periodo varie pitture rupestri e ritrovamenti ossei nell’intero continente e in particolare in Amazzonia. Probabilmente intorno a quel periodo, giunse in Sud America il primo flusso di amerindi che provenivano dal Nord America (e ancora prima dall’Asia settentrionale). Essi si mischiarono con gli aborigeni del Sud America e ... (leggi l'articolo)

 

 

2- L'Enigma dell'origine dell'uomo americano: l'Enigma di Pedra Furada

 

 

La teoria scientifica inizialmente accettata per spiegare l’arrivo dell’uomo in America si basa sull’idea che gruppi di Homo Sapiens siano entrati nel Nuovo Mondo passando attraverso le terre di Beringia, in un periodo compreso tra i 14 e i 10 millenni or sono. Quello che oggi è lo stretto di Bering, tra l’Asia e il Nord America, era un tempo una prateria innevata, proprio perché il livello dei mari era più basso dell’attuale, dovuto alla glaciazione in corso ... (leggi l'articolo)

 

 

3- Intervista all'archeologa Niede Guidon

 

 

Ecco il testo integrale dell’intervista all’archeologa Niede Guidon:

 

Yuri Leveratto: Dottoressa, qual'è la datazione più antica di resti ossei umani incontrati nella regione?

Niede Guidon: 12.000 anni fa. La datazione è stata fatta con il metodo del Carbonio 14 ... (leggi l'articolo)

 

 

 

Alberto Arecchi è nato a Messina nel 1947

E-mail liutprand@iol.it

 


Architetto, vive a Pavia; insegna Disegno, Storia dell'Arte e Tecnologie Costruttive. Ha vissuto lunghi anni in Africa ed ha operato per oltre quindici anni come esperto di cooperazione per lo sviluppo internazionale:
in Somalia, presso l'Università Nazionale Somala (1975-1976)
in Mozambico, presso il Ministero delle Opere Pubbliche e dell'Abitazione (1977-1978)
in Algeria, all'Ecole Polytechnique d'Architecture et d'Urbanisme d'Algeri (1979-1981)
in Senegal, con l'ONG internazionale ENDA-Tiers Monde (1982-1984)
e poi, nel quadro di diversi progetti, negli altri Paesi del Sahel:
Mali, Mauritania, Ciad, Niger (dal 1986 sino al 1995).
Autore di diversi studi sulla storia, sulle culture dei Paesi africani e sui problemi dell'habitat e delle tecnologie appropriate, delle costruzioni con l'uso di materiali locali migliorati, nel quadro di un forte stimolo alla partecipazione popolare.

 

Gli articoli di ALBERTO ARECCHI:

 

La vera Atlantide - Una civiltà marinara che univa i continenti nell’età dell’Oro

 

 

Sulla base di lunghe ed accurate ricerche, esposte nel mio libro “Atlantide. Un mondo scomparso, un’ipotesi per ritrovarlo” (ed. Liutprand, 2001), ritengo che l’Atlantide, il mitico regno descritto da Platone nei suoi Dialoghi, sia realmente esistita e si trovasse al centro del Mediterraneo.

Il dibattito su Atlantide inizia, ed è opportuno che rimanga legato, ai testi di Platone. Considerazioni fantastiche ed esoteriche vorrebbero collegare il “continente scomparso” a culture umane antichissime (di decine o addirittura centinaia di migliaia d’anni). È invece importante rivolgerci al periodo immediatamente anteriore alla storia scritta, in cui la memoria sfuma nelle nebbie dell’epica e dei miti dei popoli ellenici, che arrivarono al bacino del Mediterraneo in un’epoca compresa tra il 2000 ed il 1500 a.C. Armati di ferro, s’imposero alle culture del bronzo ed abolirono la società matriarcale, in nome di una nuova centralità maschile, nella famiglia e nella religione. Nelle epopee di dèi e semidèi, di giganti e di titani, è adombrato il processo di formazione delle antiche nazioni, ed in questa palude nebbiosa Platone colloca l’esistenza di Atlantide: in un’epoca i cui protagonisti si chiamavano Poseidone, Athena, Zeus, Atlante, Erakles, Minosse … antichi re, trasformati nel mito in dèi e titani ... (leggi l'articolo)

 

Nave di Atlantide nel Grand Erg Orientale?

 

 

RITROVATA DAL SATELLITE UNA NAVE DI ATLANTIDE?

Uno strano oggetto appare nelle foto satellitari di Google Earth, in un punto del Grand Erg orientale, nel profondo sud dell’Algeria, verso est, in direzione della Tunisia e di Ghadamès, dove secondo le mie ricerche c'era il gran lago che "affondò" Atlantide con la tracimazione delle proprie acque. Le coordinate geografiche dell'oggetto semisepolto nelle sabbie sono: 31°01'25" N - 7°58'32" E.

La località si trova in prossimità dei campi petroliferi denominati Rhourde el Khrouf, in corso di sfruttamento, a non grande distanza da Rhourde El Baguel (un centinaio di km verso Sud-est, in direzione del confine tunisino). Rhourde El Baguel è per importanza il secondo giacimento petrolifero dell'Algeria, ragion per cui la presenza umana nella zona non è così rarefatta come si potrebbe pensare, quando si parla di "gran deserto di sabbia", ma è una zona con piste d'atterraggio e con un certo passaggio di auto fuoristrada.
Ecco perché nei dintorni si vedono piste, casupole e tracce di autoveicoli
... (leggi l'articolo)

 

 

 

Una riflessione ...

di Enrico C.

 

Riconosco che la più intrigante ipotesi sulle origini di alcune opere sia quella ET... Personalmente, pur non potendo escludere l'esistenza di altre forme intelligenti ed evolute sparse nell'universo, sarei più propenso però ad accreditare maggiormente l'ipotesi del frutto dell'ingegno umano. Il fenomeno è alquanto recente; se non erro se n'è iniziato a parlare verso gli anni 70 o 80. Ma molte conoscenze scientifiche, risalenti a parecchi anni prima, potrebbero in realtà aver costituito la base di partenza per la realizzazione di strumenti in grado di fare qualcosa di veramente ragguardevole, in termini di complessità, precisione e impatto (gli studi di Tesla, per esempio, sono stati precursori) ... (leggi l'articolo).

 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 27 GIUGNO 2017

 

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